Nutrizione

Il modo in cui mangiamo va ben oltre la scelta degli alimenti. Il nostro modo di alimentarci è intrecciato ai ritmi della giornata, al sonno, al movimento, alle emozioni, alle abitudini e al momento della vita che stiamo attraversando.

Per questo il percorso parte dalla persona: dalla sua quotidianità, da ciò che funziona, da ciò che crea difficoltà e dal rapporto che nel tempo si è costruito con il cibo.

Da qui costruiamo indicazioni comprensibili e sostenibili, che aiutino poco alla volta a conoscere meglio il proprio corpo e le proprie abitudini e a scegliere con maggiore consapevolezza e autonomia.

Più che seguire una dieta, il percorso accompagna a conoscere meglio il proprio corpo e le proprie abitudini, perché l’alimentazione diventi sempre meno qualcosa da seguire e sempre più qualcosa da comprendere e scegliere autonomamente.

Come si svolge il percorso

Prima ancora di parlare di cosa cambiare, mi interessa comprendere come vivi davvero le tue giornate. Per questo il percorso comincia già prima del primo incontro e si costruisce, passo dopo passo, a partire dalla persona.

Prima della visita

Un breve colloquio telefonico, un questionario e un diario alimentare di 14 giorni mi permettono di arrivare al primo incontro conoscendo già qualcosa delle tue abitudini, dei tuoi ritmi e della tua quotidianità.

Il primo incontro

Dedichiamo tempo al colloquio e alla raccolta delle informazioni utili. Utilizziamo anche la bioimpedenziometria BIA-Dex per osservare alcuni aspetti della composizione corporea, dello stato di idratazione e del tuo metabolismo cellulare.

Il percorso

Da ciò che emerge costruiamo indicazioni alimentari comprensibili e sostenibili, che possono essere modificate nel tempo. L’obiettivo non è seguire per sempre uno schema, ma acquisire progressivamente più strumenti e autonomia.

La bioimpedenziometria BIA-Dex

Nel percorso nutrizionale utilizzo regolarmente la bioimpedenziometria BIA-Dex, sia durante la prima visita sia nei controlli successivi. È uno strumento che affianca il colloquio con alcuni dati utili per osservare la composizione corporea, il metabolismo, lo stato nutrizionale e il livello di idratazione della persona.

Queste osservazioni permettono di seguirne l’andamento e i cambiamenti nel tempo.

Questi dati non vengono considerati isolatamente, ma letti insieme alla storia della persona, alle sue abitudini, a ciò che emerge dal colloquio e agli altri elementi raccolti durante la visita.

Nutrizione e Medicina Cinese

Nel lavoro sull’alimentazione affianco le conoscenze della nutrizione e della fisiologia alla prospettiva della Medicina Cinese. Sono linguaggi differenti, che utilizzo senza sovrapporli, lasciando che ciascuno contribuisca a osservare aspetti diversi della persona.

Al colloquio e alla valutazione nutrizionale affianco anche l’osservazione della lingua e l’ascolto dei polsi. Nella lettura della Medicina Cinese, questi elementi contribuiscono a descrivere il quadro energetico della persona e a riconoscere eventuali condizioni di equilibrio o disequilibrio.

Anche gli alimenti possono essere osservati secondo alcune caratteristiche proprie della dietetica cinese: natura termica, sapore, tropismo e azioni che vengono loro attribuite. Queste informazioni possono orientare la scelta alimentare in relazione al quadro della persona. Ad esempio, in presenza di un quadro descritto dalla Medicina Cinese come Freddo e Umidità, possono essere privilegiati alimenti considerati più adatti a riscaldare e a favorire la trasformazione dell’Umidità.

Nel percorso alimentare queste diverse prospettive possono quindi affiancarsi, scegliendo di volta in volta gli strumenti e le osservazioni che ritengo più utili per la persona.

Non soltanto ciò che mangi

Il nostro modo di mangiare è strettamente legato a ciò che accade nel resto della giornata. Per comprenderlo meglio considero anche i ritmi, il sonno, il movimento, le emozioni, le abitudini e il modo in cui è organizzata la quotidianità.

Ritmi e orari

Quando mangiamo, come distribuiamo i pasti e quanto i nostri orari riescono ad adattarsi alla vita quotidiana sono elementi importanti del percorso.

Sonno e recupero

La qualità del sonno, il riposo e l’andamento dell’energia durante la giornata possono influenzare il modo in cui viviamo anche l’alimentazione.

Movimento

Attività fisica, sedentarietà e modo in cui utilizziamo il corpo nella quotidianità fanno parte dello stesso quadro.

Emozioni e quotidianità

Il rapporto con il cibo può cambiare in relazione allo stress, agli stati d’animo, alle abitudini e ai periodi della vita che stiamo attraversando.

Il piano alimentare

Il piano alimentare è uno strumento di orientamento: serve a dare una direzione, comprendere meglio le proprie abitudini e sperimentare concretamente nuove possibilità.

Nel piano alimentare scelgo di lasciare da parte il conteggio delle calorie e le grammature, costruendo invece indicazioni comprensibili e adattabili alla vita reale, che aiutino progressivamente a riconoscere quantità, combinazioni e scelte con sempre maggiore autonomia.

Il piano diventa così anche uno strumento per fare esperienza: osservare come ci si sente, capire cosa funziona nella propria quotidianità e conoscere meglio il proprio corpo e il proprio modo di mangiare.

Con il tempo può cambiare, alleggerirsi e lasciare sempre più spazio alla capacità personale di scegliere.

Come prosegue il percorso

Dopo il primo incontro il percorso continua anche al di fuori dello studio. Rimaniamo in contatto attraverso brevi aggiornamenti via WhatsApp o e-mail, in modo da poter condividere come stanno andando le cose, eventuali difficoltà, dubbi o semplicemente ciò che sta funzionando bene.

Preferisco lasciare tra un controllo e l’altro il tempo necessario per osservare ciò che cambia e fare esperienza delle indicazioni ricevute. Quando ci incontriamo nuovamente, possiamo così valutare insieme l’andamento del percorso.

Durante i controlli riprendiamo quanto emerso negli incontri precedenti, ci confrontiamo sull’esperienza con il piano alimentare e ripetiamo l’osservazione della lingua, l’ascolto dei polsi e la valutazione con BIA-Dex, così da osservare nel tempo l’andamento dei parametri considerati.

Da ciò che emerge possiamo comprendere meglio la direzione che il percorso sta prendendo e valutare insieme se mantenere, modificare o progressivamente alleggerire le indicazioni.